Gres Porcellanato Grande Formato: Capitolato per Architetti
Torreano Srl 12 min di lettura
Guida tecnica per architetti e progettisti: classificazione normativa del gres porcellanato (UNI EN 14411, ISO 13006), spessori, posa secondo norma UNI 11493, certificazione di sostenibilità ISO 17889-1 e fasce di capitolato.

Classificazione normativa, spessori, posa secondo UNI 11493 e certificazioni: tutto ciò che serve per il capitolato di un progetto residenziale alpino
Questa guida tecnica è pensata per architetti, progettisti e direttori lavori che selezionano gres porcellanato grande formato per residenze alpine di pregio. Se cerchi ispirazione estetica e applicazioni per bagno, cucina e living, leggi anche la nostra guida alle residenze alpine.
La fornitura di piastrelle di lusso per architetti richiede un livello di precisione normativa che va oltre l’estetica: classificazione del materiale, spessori, giunti di posa e certificazioni di sostenibilità sono parte integrante di un capitolato d’eccellenza. Questa guida raccoglie i riferimenti tecnici che Torreano mette a disposizione in ogni progetto di gres porcellanato grande formato in Valle d’Aosta e nell’arco alpino.
Indice
Classificazione normativa: gres tecnico, smaltato e colorato in massa
Per eliminare l’ambiguità terminologica spesso generata dal marketing commerciale, occorre distinguere con rigore tecnico tre tipologie merceologiche, regolate a livello europeo dalle norme UNI EN 14411 e ISO 13006.
Il gres porcellanato tecnico o naturale (UGL, Unglazed), classificato come Gruppo BIa UGL, è completamente privo di smalto superficiale: il profilo trasversale e il retro hanno lo stesso colore e la stessa texture della superficie visibile. Ottenuto dalla cottura a 1.250-1.400°C di miscele di sabbie quarzifere, feldspati e argille selezionate, raggiunge una greificazione totale e un assorbimento d’acqua quasi nullo. La sua resistenza all’usura si misura con il test di abrasione profonda ISO 10545-6, e il tetto lo fissa la EN 14411 allegato G a 175 mm³. In capitolato va scritto il volume che il produttore dichiara, non un aggettivo: GRANITOGRES di Casalgrande Padana, per fare un esempio con una scheda alla mano, dichiara ≤ 150 mm³.
Il gres porcellanato smaltato (GL, Glazed) rappresenta circa il 99% del gres utilizzato nel settore residenziale contemporaneo. Smaltato non dice niente sul gruppo: una piastrella smaltata può essere BIa come BIb, è l’assorbimento d’acqua a deciderlo, e va letto sulla scheda. La lastra presenta una struttura a doppio strato: un supporto ceramico denso e uno strato vetroso decorativo, applicato con stampanti digitali a getto d’inchiostro e stabilizzato in un unico ciclo di cottura. Non essendo applicabile il test di abrasione profonda, la resistenza all’usura da calpestio è regolata dalla norma ISO 10545-7 attraverso la classificazione PEI.
Esiste infine una terza categoria, la più rilevante per il residenziale di alta gamma: il gres smaltato colorato in massa. Spesso commercializzato sotto l’etichetta “impasto pieno” per ragioni di posizionamento commerciale, dal punto di vista normativo appartiene rigorosamente alla famiglia dei gres smaltati (GL). Il supporto ceramico viene pigmentato con ossidi metallici per ottenere una colorazione coordinata alla tonalità predominante dello smalto superficiale; in fase di pressatura, prima della cottura, lo smalto in polvere si compenetra nel corpo ceramico per circa 1 mm di spessore. Il risultato è una soluzione tecnica compiuta: in caso di urto o sbeccatura accidentale, il danno visivo risulta mimetizzato, poiché l’impasto sottostante rivela la medesima tonalità della superficie decorata.
| Proprietà tecnica | Gres Tecnico (UGL) | Gres Smaltato (GL) | Gres Smaltato Colorato in Massa (GL) |
|---|---|---|---|
| Struttura della lastra | Monolitica, omogenea su tutto lo spessore | Corpo ceramico accoppiato a strato vetroso superficiale | Supporto ceramico pigmentato in tinta con lo smalto, compenetrazione ~1 mm |
| Resistenza abrasione profonda (ISO 10545-6) | Volume asportato dichiarato in scheda; il limite EN 14411 allegato G è 175 mm³ | Non applicabile (test escluso per i prodotti smaltati) | Non applicabile (test escluso per i prodotti smaltati) |
| Resistenza abrasione superficiale (ISO 10545-7, PEI) | Non applicabile | Classe PEI 1-5 in base allo smalto | Classe PEI 4-5, riferimento per i pavimenti residenziali |
| Comportamento all’impatto | Danno estetico nullo, stesso materiale in profondità | Possibile evidenza del supporto sottostante | Danno mimetizzato dalla tinta coordinata |
| Applicazioni elettive in quota | Aree tecniche, rampe esterne esposte | Rivestimenti verticali, bagni residenziali | Soggiorni, cucine, strutture ricettive di lusso, pavimenti radianti |
Le colonne descrivono famiglie; i numeri stanno sulle schede. Casalgrande Padana pubblica per esteso i dati di due linee che occupano i due estremi della distinzione: GRANITOGRES, gruppo BIa non smaltato, dichiara assorbimento d’acqua inferiore allo 0,1%, flessione 45 N/mm² e abrasione profonda non oltre 150 mm³. ECOGRES, smaltato, appartiene al gruppo BIb (quindi sopra la soglia dello 0,5%) e dichiara da 35 a 40 N/mm² a flessione. Smaltato non dice il gruppo, e il gruppo non si legge sul nome commerciale: il confronto riga per riga sta nella guida alle certificazioni.
Le lastre ceramiche su misura per il progetto che distribuiamo vengono dal distretto ceramico di Sassuolo, in Emilia-Romagna: Casalgrande Padana, Florim, Emilgroup, Serenissima, Keope e Ceramiche Mariner. Nel residenziale di pregio le collezioni che escono più spesso appartengono al gres smaltato colorato in massa: Marmoker e Arabesque di Casalgrande Padana, Calacatta Renoir di Emilceramica.
Spessori e dimensionamento delle lastre
La scelta del formato e dello spessore non è solo estetica: è una decisione tecnica che condiziona la continuità visiva, i carichi statici del solaio e la conducibilità termica dell’intero pacchetto pavimento.
| Formato | Superficie singola lastra | Contesto ideale |
|---|---|---|
| 120x120 cm | 1,44 m² | Camere da letto, corridoi, bagni secondari |
| 120x240 cm | 2,88 m² | Standard di pregio, bagni d’alta gamma, docce a filo pavimento |
| 120x278 cm | 3,34 m² | Pareti verticali a tutta altezza, boiserie ceramica |
| 160x320 cm | 5,12 m² | Top di gamma, top cucina monoblocco, pavimentazioni monumentali |
Lo spessore segue indicazioni d’uso altrettanto precise. Le lastre sottili (6 o 6,5 mm) pesano 3-4 volte meno di una lastra di marmo di spessore corrente (la differenza viene dallo spessore, non dalla densità) e sono lo spessore d’elezione per rivestimenti verticali e posa in sovrapposizione su pavimenti esistenti, riducendo i carichi sui solai in legno tipici dei vecchi chalet. Lo spessore standard (9 o 10 mm) è il riferimento per le pavimentazioni soggette a sollecitazioni classiche, con il miglior compromesso tra resistenza meccanica e conducibilità termica per i massetti radianti. Lo spessore arredo o rinforzato (12 o 12,5 mm), spesso prodotto con una rete in fibra di vetro applicata sul retro, è destinato a top cucina, isole monoblocco e tavoli di design. In esterno la scivolosità si prescrive prima dello spessore: classificazione secondo la UNI EN 16165 e il D.M. 236/89, con verbale di prova alla mano, perché la caratteristica è spesso dichiarata NPD. Dentro casa il criterio cambia con il piede: nei locali percorsi scalzi vale l’allegato A e non la scala R, come spieghiamo a proposito delle piastrelle antiscivolo per il bagno. Lo spessore 20 mm è poi quello adatto all’esterno: consente sia la posa a colla tradizionale, sia la posa a secco su erba e ghiaia, sia pavimentazioni flottanti sopraelevate su supporti regolabili, ideali per garantire il drenaggio dello scioglimento della neve.
Per la composizione grafica delle lastre, ricordiamo le due geometrie decorative di riferimento: il Bookmatch (effetto libro aperto), con lotti accoppiati Lotto A e Lotto B a grafiche speculari, e l’Endmatch (venatura continua), dove la vena prosegue in modo fluido da una lastra all’altra. Per ogni ordine di rilievo, la direzione lavori deve verificare la corrispondenza dei lotti e pianificare la posa in bianco prima di stendere l’adesivo.
Posa a regola d’arte: giunti, adesivi e norma UNI 11493
La posa delle grandi lastre si gioca sui giunti. In Italia la regola dell’arte è la UNI 11493-1:2025, che li descrive in dettaglio; su un cantiere svizzero il riferimento è la SIA 248, in Haute-Savoie il NF DTU 52.2. Le repentine oscillazioni termiche invernali, l’azione degli impianti radianti e la rigidità strutturale delle lastre generano tensioni tangenziali severe all’interfaccia lastra-adesivo-supporto: per prevenire sollevamenti, fessurazioni o distacchi (il cosiddetto effetto tenda), la regola dell’arte prescrive giunti di movimento, ciascuno con funzione precisa, dai giunti strutturali riportati fedelmente in superficie ai giunti di perimetrazione che lasciano almeno 5 mm liberi tra la lastra e la parete.
Questi giunti di movimento non vanno confusi con la larghezza della fuga fra piastrella e piastrella, che è un’altra misura. Le larghezze che quelle tabelle consigliano riguardano il giunto che interrompe la campitura, non la fuga: si prendono dalla scheda del sistema di posa. Sulla fuga del grande formato rettificato si sta sui valori qui sotto.
| Contesto | Larghezza posata oggi |
|---|---|
| Interni | 1,5 – 2 mm |
| Esterni | 1,5 – 3 mm |
| Piccoli formati | 3 – 5 mm |
La UNI 11493-1 indica 2 mm come larghezza minima ed esclude in ogni caso la posa a giunto unito. Scendere sotto è quello che il mercato fa: meglio che la scelta sia scritta e motivata in capitolato. E su un cantiere svizzero la scheda tecnica dell’ASC, diventata CERUNIQ nell’agosto 2024, fissa un minimo di 3 mm per il grande formato in interni. Per il frazionamento, invece, quello che si dimensiona è la superficie della campitura: 24-25 m² negli interni residenziali, 20 m² sul riscaldamento radiante con geometria vicina al quadrato, all’esterno non oltre 9 m², con lati non superiori a 3 m.
L’adesione tra lastra e massetto dipende dalle prestazioni dell’adesivo cementizio, classificato dalla norma europea EN 12004-1. Per il gres di grande formato esposto a shock termici estremi, massetti radianti e terrazze d’alta quota, la scelta corretta è un adesivo di classe S2, a deformabilità trasversale non inferiore a 5 mm, applicato secondo la tecnica della doppia spalmatura: uno strato sul massetto con spatola a denti da 10 mm, uno strato sottile sul retro della lastra, accoppiati con battitura sistematica dal centro verso l’esterno per espellere completamente le bolle d’aria, vera causa di distacco precoce nei climi di montagna.
Prima dell’incollaggio, il posatore specializzato verifica l’umidità residua del massetto (UNI 10329), la planarità sotto staggia di 2 m e, nei massetti radianti, esegue il ciclo completo di accensione e spegnimento graduale dell’impianto per stabilizzarne le tensioni interne. Vale la pena scrivere in capitolato la qualifica UNI 11493-2 del posatore, e pretendere il verbale di queste verifiche: nei contesti di ristrutturazione con vecchi massetti fessurati o solai in legno deformabili, dove si interpongono membrane di desolidarizzazione e antifrattura, è la documentazione che distingue un lavoro difendibile da uno da rifare.
Per i cantieri in contesto svizzero, in particolare nel Vallese, la norma tecnica è la SIA 248, edizione 2016, «Carrelages – Revêtements en carreaux de céramique, verre et asphalte». Quello che lega le parti sono la SIA 118 e la SIA 118/248, nell’edizione in vigore alla data di deposito dell’offerta. Il capitolato si struttura secondo il CAN 645, edizione F/14, del CRB. Le norme di posa italiane descrivono la pratica del paese di produzione: non hanno valore contrattuale su un cantiere elvetico.
Il capitolo rimanda anche altrove. Al paragrafo 5 delle sue Indications générales il CAN 645 elenca quattro documenti da prendere in considerazione: le schede tecniche dell’ASC, l’associazione svizzera dei piastrellisti, diventata CERUNIQ nell’agosto 2024; quelle della VHP, il commercio di stufe e piastrelle, oggi feusuisse; la Documentation 2.032 del bpa, in italiano upi, «Liste d’exigences: revêtements de sol», da cui vengono le classi GS e GB dell’antisdrucciolo; e la scheda tecnica dell’ASEPP sui supporti dei rivestimenti murali interni, disponibile solo in tedesco. Al paragrafo 4 stanno le norme: la SIA 248, la SN EN 14411 per il prodotto, la SN EN ISO 10545-7 per l’abrasione degli smaltati.
Certificazione di sostenibilità ISO 17889-1
Nel panorama dell’architettura eco-compatibile, le autodichiarazioni di sostenibilità sono superate da standard internazionali trasparenti. La norma ISO 17889-1:2021 è il primo standard mondiale che misura oggettivamente l’impatto ambientale, economico e sociale delle piastrelle ceramiche lungo l’intero ciclo di vita, attraverso 38 requisiti prestazionali: 15 obbligatori e 23 volontari, con un punteggio minimo di 117,5 punti su una scala fino a 130. Il distretto ceramico di Sassuolo, sede dei principali fornitori di Torreano, registra una media di settore pari a 124 punti.
Casalgrande Padana conferma questa eccellenza con un processo produttivo a ciclo chiuso, recupero totale dei reflui industriali, forni alimentati a gas metano e l’integrazione permanente dei trattamenti attivi Bios Antibacterial®, un trattamento all’argento per cui il fabbricante dichiara un’azione sui ceppi batterici che nomina nella propria documentazione, e Bios Self-Cleaning®, sviluppato con il gruppo giapponese Toto, che attiva una reazione fotocatalitica capace di decomporre lo sporco organico depositato sulle facciate ventilate d’alta quota. Emilceramica gestisce impianti di depurazione e riciclo totale delle acque industriali dal 1982, con certificazione Greenguard Gold per l’assenza di emissioni di VOC e certificazione alimentare NSF per le lastre destinate a top cucina.
In un dossier ambientale è l’edificio a essere valutato, non la piastrella: i dati di prodotto alimentano i crediti di un protocollo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Sulla stessa scala si muove la direttiva (UE) 2024/1275, che dal 30 maggio 2026 ha sostituito la 2010/31/UE e ha portato l’asticella dall’edificio a energia quasi zero (NZEB) all’edificio a emissioni zero (ZEB): riguarda l’edificio, e il materiale ci concorre con i dati che dichiara.
La ISO 17889-1 è nata per la ceramica, e serve a una cosa precisa: in capitolato permette di scrivere un numero invece di un aggettivo. Sono 38 requisiti, 15 obbligatori e 23 volontari, con soglia a 117,5 punti su 130.
Capitolato: fasce di investimento e incidenza della posa
Il mercato del gres porcellanato grande formato si articola su fasce molto distanti per tecnologia, finitura e prestazione. Torreano seleziona esclusivamente i livelli intermedio e top di gamma: dai 60 €/m² circa per riproduzioni minerali curate e lotti calibrati, fino a oltre 200 €/m² per le lastre in spessore sottile con trattamenti superficiali avanzati (Full Lappato, Silktech, Vein-Touch) e composizioni Bookmatch su lotti selezionati, lo standard delle collezioni Marmoker e Tele di Marmo.
A questo si aggiunge l’incidenza della posa in opera per gres grande formato: l’installazione di grandi lastre richiede manodopera altamente qualificata e attrezzature dedicate, dai telai metallici a ventosa alle taglierine diamantate a umido guidate, con un incremento tariffario compreso tra il 30% e il 50% rispetto ai formati classici. È un investimento che ogni capitolato d’eccellenza deve prevedere fin dalla fase di progettazione.
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Stai redigendo il capitolato per una residenza a Courmayeur, Cervinia o in Valle d’Aosta? Come fornitori di piastrelle di pregio per architetti di riferimento nell’arco alpino, selezioniamo il formato, la finitura e i lotti abbinati per il tuo contesto, e forniamo la documentazione che il capitolato richiede: scheda tecnica, dichiarazione di prestazione, indicazioni di posa del produttore. Forniamo in tutta Italia, con la Valle d’Aosta e le regioni alpine come territorio abituale. Se cerchi invece ispirazione estetica e applicazioni per bagno, cucina e living, consulta la nostra guida alle residenze alpine. Contattaci per il tuo progetto e scopri la selezione esclusiva del nostro showroom di 1.000 m².
Domande frequenti
Qual è la differenza tra gres tecnico, gres smaltato e gres colorato in massa?
Il gres tecnico o naturale (UGL) è privo di qualsiasi strato di smalto, omogeneo su tutto lo spessore, progettato per ambiti industriali e commerciali ad altissimo calpestio. Il gres smaltato (GL) presenta una superficie decorata con stampa digitale a getto d'inchiostro e vetrificata in cottura a 1.250-1.400°C, capace di riprodurre fedelmente marmi, pietre e legni: rappresenta circa il 99% del gres utilizzato nel residenziale contemporaneo. Il gres smaltato colorato in massa, spesso commercializzato come "impasto pieno" per ragioni di marketing, è la soluzione di riferimento per il residenziale di alta gamma: il supporto ceramico viene pigmentato in tinta con lo smalto, che si compenetra nella massa per circa 1 mm, mimetizzando qualsiasi sbeccatura accidentale. Le collezioni che distribuiamo per il residenziale appartengono a questa categoria; Casalgrande produce anche linee non smaltate, come GRANITOGRES, destinate a esterni e aree tecniche.
Quali norme regolano la posa del gres porcellanato grande formato in quota?
Dipende dal paese del cantiere. In Italia la regola dell'arte è la UNI 11493-1:2025, che descrive i giunti di movimento e a cui conviene agganciare il capitolato, richiedendo un posatore certificato UNI 11493-2: è la qualifica che dà alla direzione lavori un riferimento verificabile in caso di contestazione. In Svizzera la norma tecnica è la SIA 248 edizione 2016, e quello che lega le parti sono la SIA 118 e la SIA 118/248: le norme di posa italiane descrivono la pratica del paese di produzione e non hanno valore contrattuale su un cantiere elvetico. In entrambi i casi gli adesivi cementizi ricadono sotto la EN 12004-1, e una classe S2, molto deformabile, si impone sui massetti radianti e sulle terrazze in quota.
Cosa garantisce la certificazione di sostenibilità ISO 17889-1?
La ISO 17889-1:2021 valuta il prodotto, non lo stabilimento: 38 requisiti, di cui 15 obbligatori, con soglia a 117,5 punti su 130. È questo che la distingue da una ISO 14001, che riguarda il sistema di gestione dell'azienda. Attenzione a come si scrive in capitolato: la norma ammette due strade che non si equivalgono, l'autodichiarazione del produttore con il suo punteggio, oppure la certificazione da parte di un ente terzo accreditato. Va chiesto quale delle due, referenza per referenza.
Quali spessori di gres porcellanato grande formato esistono e a cosa servono?
Lo spessore sottile (6 o 6,5 mm) è destinato a rivestimenti verticali e posa in sovrapposizione su pavimenti esistenti, lo standard (9 o 10 mm) alle pavimentazioni con massetti radianti, l'arredo o rinforzato (12 o 12,5 mm) a top cucina e isole monoblocco, lo spessorato (20 mm) alle pavimentazioni esterne e alle pose flottanti sopraelevate su terrazzi.
Perché scegliere Torreano come fornitore di gres porcellanato grande formato per i tuoi progetti?
Torreano distribuisce piastrelle e gres porcellanato di alta gamma dal 1972, con uno showroom di 1.000 m² a Châtillon in Valle d'Aosta. Lavoriamo con sei produttori del distretto di Sassuolo (Casalgrande Padana, Florim, Emilgroup, Serenissima, Keope, Ceramiche Mariner) e selezioniamo per ogni progetto i formati, le finiture e i lotti abbinati. Forniamo per ogni lotto la scheda tecnica, la dichiarazione di prestazione e le indicazioni di posa del produttore, così che l'architetto possa prescrivere il materiale e verificarlo alla consegna. In Italia siamo fornitori: la posa la esegue l'impresa scelta dal committente.
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