Home >Legno antico di recupero: travi, rivestimenti, pavimenti e parquet

Legno antico di recupero: travi, rivestimenti, pavimenti e parquet

Compriamo lotti di legno antico di recupero già smontati, fra la Valle d'Aosta, l'arco alpino e le Dolomiti: assi di rascard, tabià, fienili e baite che diventano rivestimenti, pavimenti, travi e parquet.

Gli edifici non li smontiamo noi. Lo smontaggio lo eseguono i proprietari o le imprese locali, e il nostro lavoro comincia a terra, con la selezione alla fonte lotto per lotto. Schiodatura, cernita e calibratura sono affidate ai nostri siti di produzione partner. Il legno arriva secco, in equilibrio con l'aria da un secolo o più.

A seconda del progetto ricevete abete, pino, larice, rovere o ontano, in prima patina, la faccia originale scavata dal sole e dal gelo, oppure in seconda patina, quella che si scopre al taglio e mostra un legno interno più caldo di tono.

In Italia forniamo il materiale: selezione, lavorazione, consegna. La messa in opera resta un contratto fra voi e il vostro posatore. Showroom e deposito sono a Châtillon, in Valle d'Aosta.

Cosa cambia da un lotto di legno antico all'altro

Ogni lotto resta legato al suo edificio

Edificio, valle, esposizione, parte della struttura: lo rileviamo alla selezione, e in magazzino non mescoliamo edifici diversi. Sapete da dove viene il legno prima di ordinare. Quello che la pialla scoprirà alla prima passata, invece, non lo promette nessuno.

Prima patina o seconda patina

La prima è la faccia che ha vissuto all'aperto, ed è la parte più rara del lotto: è proporzionale alla superficie dell'edificio, non al suo volume di legno. La seconda si scopre al taglio, ha un tono più caldo e costa meno.

Massello o multistrato

Il massello è la tavola antica intera e si leviga più volte nell'arco della sua vita. Il parquet a 3 strati porta 5 mm di legno antico a vista incollati su un supporto multistrato: sopra un impianto radiante forniamo solo questo.

Larghezze e lunghezze vere

Le tavole di pavimento vanno da 10 a 35 cm di larghezza, i tavoloni grezzi arrivano a 5 metri, le travi di larice e di rovere fino a 8. Le misure reali del lotto ve le diamo prima dell'ordine, così il disegno esecutivo si fa su quelle.

Che essenza per quale impiego

Abete e pino coprono pareti, soffitti e grandi metrature. Fuori serve il larice: la UNI EN 350 classifica il durame di larice fra 3 e 4, e l'alburno non è durevole in nessun caso. A pavimento il rovere. L'ontano, più raro, ha grana fine e va usato dentro.

Un legno già secco, mai inerte

Le tensioni di crescita si sono rilassate e i pezzi che dovevano fendersi l'hanno fatto da un pezzo. Ma d'inverno l'aria di un interno riscaldato scende sotto il 30% di umidità relativa: le tavole vanno acclimatate nel locale di destinazione prima della lavorazione.

Tarli: si vende grezzo e non trattato

Sta scritto su ogni pagina del listino e nelle condizioni di vendita: materiale non trattato, senza garanzia di assenza di uova o di insetti attivi. Il trattamento curativo e preventivo va previsto prima della messa in opera, e lo eseguiamo su richiesta.

In Italia forniamo, non posiamo

Selezione, lavorazione e consegna sono nostre; la posa la affidate al vostro falegname. Sul preventivo chiedete le voci separate, e guardate il trasporto: i prezzi si intendono franco deposito, quindi va scritto fin dove arriva il camion e chi scarica.

Le schede tecniche, prodotto per prodotto

Essenze, spessori, formati e lavorazioni: rivestimento, pavimento in tavole massicce, parquet a 3 strati, travi refilate e porte in legno antico. Per essenza, il larice antico, il rovere antico e le briccole di Venezia. Se serve una tinta uniforme, guardate il massello invecchiato; prima di ordinare, cosa determina il prezzo. Il legno si guarda meglio dal vivo: lo showroom di Châtillon è aperto dal lunedì al sabato, e per i lotti in deposito conviene telefonare prima allo 348 304 0982.

Sei interessato ai nostri servizi?

Se desideri maggiori informazioni sui nostri prodotti o richiedere un appuntamento, compila il modulo sottostante.

Scopri anche

Domande frequenti sul legno antico di recupero

Da dove viene il vostro legno antico di recupero?
Da lotti già smontati, in prevalenza fra la Valle d'Aosta, l'arco alpino e le Dolomiti: rascard, tabià, fienili, granai e vecchie baite. Gli edifici non li smontiamo noi, lo fanno i proprietari o le imprese locali, e il nostro lavoro comincia a terra. Cerniamo pezzo per pezzo e scartiamo il legno marcio, impregnato, troppo affumicato o con larve attive, poi stocchiamo per lotto senza mescolare edifici diversi. Ogni lotto viaggia con la sua scheda di provenienza: fornitore, zona, tipo di edificio, data di acquisto. Chiedetela insieme al preventivo, perché è il documento che serve al progettista.
Quanto costa il legno antico e da cosa dipende il prezzo?
Non esiste un prezzo di catalogo, perché ogni lotto è unico. Sul preventivo pesano l'essenza, e larice e rovere stanno sopra pino e abete; la patina, con la prima più rara della seconda; la lavorazione, che sale dal grezzo al maschiato fino al pannello e al parquet; poi dimensioni, quantità e servizi come il passaggio in stufa. C'è però una voce che sfugge quasi sempre: la superficie netta del disegno non è la quantità da ordinare. Larghezze assortite, tagli di testa e schema di posa cambiano il conto, e la maggiorazione si concorda per iscritto prima dell'ordine. Confrontando due offerte, verificate quale è calcolata sulla superficie ordinata e quale su quella finita.
Legno antico di recupero e legno anticato sono la stessa cosa?
Sono due prodotti diversi, tutti e due legittimi. Il legno antico di recupero ha vissuto davvero: patina irregolare, fori di chiodo forgiato, fessurazioni da essiccazione naturale, fibra densa. Il legno anticato, che vendiamo anche noi, è abete o larice nuovo lavorato per somigliargli, fra vaporizzazione, taglio rustico, incisione a macchina e trattamento termico e spazzolatura. Esce in perlinato da 19 mm, larghezze da 138 a 212 mm e lunghezza fissa di 4 metri, sempre a magazzino. Il trabocchetto non è comprarlo, è pagarlo al prezzo dell'antico: la patina imitata si ferma in superficie e i segni sono troppo regolari.
Abete, pino, larice, rovere o ontano: quale scegliere?
Dipende da dove va a finire. Sulle pareti, sui soffitti e sulle grandi metrature interne abete e pino restano la scelta di partenza, anche perché sono le essenze più presenti nei lotti alpini. Fuori il discorso cambia: la UNI EN 350 classifica il durame di larice fra 3 e 4, moderatamente durevole; abete e pino stanno più in basso e l'alburno non è mai durevole. Fuori, e senza riparo, nessuna delle tre regge da sola. Il larice alpino sta intorno ai 600 kg/m³ al 12% di umidità, ed è una delle ragioni per cui costa di più. A pavimento il rovere è l'essenza dura per eccellenza, con un'avvertenza: i suoi tannini a contatto con un ferro umido lasciano una macchia blu-nera profonda, quindi ferramenta inox. L'ontano è il nostro legno raro, grana fine e toni marrone e beige, per gli interni.
Massello o multistrato, e cosa succede sul riscaldamento a pavimento?
Il massello è la tavola antica intera: 20 mm maschiata, grezza da 25 a 50 mm, fino a 70 nelle sezioni forti. Si leviga più volte nell'arco della sua vita. Il parquet a 3 strati porta 5 mm di legno antico a vista incollati su un supporto multistrato, per uno spessore totale che va dai 16 ai 21 mm secondo essenza e patina, con incastro sui quattro lati. Su un impianto radiante forniamo solo il multistrato: il massello antico sopra un pavimento riscaldato apre i giunti e si imbarca ai bordi, e nessuna stagionatura lo evita del tutto. Prima di posare, chi esegue il lavoro deve farsi dare dal termotecnico la temperatura di superficie e misurare l'umidità residua del massetto con il metodo al carburo. Quelle verifiche vengono prima del legno.
Che larghezze e che lunghezze escono da un lotto di recupero?
Un lotto non esce in una larghezza sola, ed è la prima cosa che sposta un budget. Il rivestimento perlinato è da 20 mm, 15 nel larice, su larghezze da 8 a 27 cm; le tavole di pavimento vanno da 10 a 35 cm; i tavoloni grezzi hanno spessori da 70 a 120 mm e raggiungono i 5 metri, mentre travi e tavoloni di larice e di rovere arrivano a 8. Le lunghezze correnti stanno fra 1,5 e 4,5 metri. Nel parquet a 3 strati la doga va da 90 a 250 mm di larghezza per 800-3500 mm di lunghezza. Il riassortimento invece non esiste: un'integrazione comprata un anno dopo viene da un altro edificio, e si vede. Ordinate in una volta sola la superficie di uno stesso ambiente e tenete da parte una scorta dello stesso lotto.
Il legno antico è trattato contro i tarli?
Il massello no: si vende grezzo e non trattato, senza garanzia di assenza di uova o di insetti attivi. È la formula che compare su tutte le pagine del massello, nel nostro listino, e il trattamento curativo e preventivo va previsto dopo la lavorazione e prima della messa in opera. Lo eseguiamo su richiesta. Attenzione però a non confondere le cose: un legno bucherellato non è un legno infestato, e la maggior parte delle gallerie è spenta da decenni. I fori vecchi sono scuri e impolverati, quelli recenti chiari e a bordi vivi; sulle conifere il sospettato serio è il capricorno delle case, con fori ovali da 6 a 10 mm. Se il trattamento serve, l'unico numero che conta in un'offerta è la temperatura al cuore del pezzo, non quella della cella: 56 °C per 30 minuti consecutivi. È curativo, non preventivo, cioè uccide quello che c'è e non immunizza il legno. I placcaggi da 6 mm fanno eccezione: arrivano già trattati e garantiti dodici mesi.
Il legno antico si muove ancora dopo la posa?
Meno di un legno nuovo, ma si muove. Arriva in equilibrio con l'ambiente in cui è stato stoccato, che non è quello di un interno riscaldato d'inverno: lì l'aria scende spesso sotto il 30% di umidità relativa e il legno si stabilizza intorno al 6-8%. Da qui l'abitudine di acclimatare le tavole nel locale di destinazione, già riscaldato, prima della lavorazione, e quella di stoccare il materiale al riparo dalla pioggia, sollevato su travetti e ventilato sui quattro lati. Mai sotto un telo plasticato appoggiato a terra: un legno secco lì sotto torna in condizione umida in poche settimane. L'umidità di un lotto si misura e non si stima, con i metodi della UNI EN 13183, alla stufa o per resistenza elettrica.
I vostri lotti sono privi di chiodi?
Non del tutto, e nessuno può esserlo. I chiodi forgiati a testa quadra non si estraggono all'indietro senza strappare la fibra: si spingono uno a uno nel verso in cui sono stati piantati, dopo il passaggio al metal detector. È una delle voci di manodopera più pesanti del ciclo, ed è il motivo per cui un lotto non schiodato costa meno, e quello che risparmiate lo rimettete in ferri di piallatrice. Su un massello di recupero capita comunque che un pezzo di chiodo si spezzi e resti nello spessore: lo segnaliamo, invece di garantire l'impossibile. Restano gli aloni neri attorno ai fori. Sul rovere, ricco di tannini, la macchia è profonda e non si lava via: al banco si decide se eliminare la zona o assumerla come materia, e chi progetta deve saperlo prima di ordinare.
Le travi antiche si possono usare come elementi portanti?
Come elementi decorativi sì, come elementi portanti no. Il legno di recupero non arriva con una classe di resistenza dichiarata e non è marcato CE come legno strutturale. Le nostre condizioni di vendita lo scrivono per esteso: i prodotti in legno vecchio si vendono così come sono, senza garanzia di impiego strutturale, pali e travi compresi, con destinazione decorativa. Se una trave deve portare, la riclassificazione resta possibile, ma si fa pezzo per pezzo sulla sezione reale, e la firma un ingegnere che se ne assume la responsabilità. Stessa logica per la reazione al fuoco: forniamo legno massello non trattato e senza rapporto di prova, e mettiamo a disposizione i dati della fornitura, essenza, spessore, lavorazione e finitura, per chi compila il capitolato.
Quali sono i tempi e cosa è disponibile subito?
Buona parte delle selezioni è sempre a magazzino: rivestimenti misti marrone e beige, pavimenti in tavole massicce, tavolame grezzo di abete e pino, larice, rovere, ontano. Le patine meno correnti, i pannelli a 3 e 5 strati e il parquet chiedono dalle quattro alle sei settimane, il rovere di solito qualche settimana in più. A questi tempi si sommano le lavorazioni che il progetto richiede: cernita, schiodatura, eventuale passaggio in stufa, calibratura. Conviene definire essenza e patina all'inizio e riservare il lotto per iscritto quando il disegno esecutivo è chiuso, non quando apre il cantiere.
Ci sono progetti per cui sconsigliate il legno antico?
Sì, e conviene dirlo prima. Se il progetto chiede una tinta omogenea su qualche centinaio di metri quadri, o la possibilità di integrare fra due anni, il legno di recupero è il materiale sbagliato: il massello invecchiato risponde meglio e costa meno, e lo vendiamo anche noi. Un pavimento in massello di grande larghezza, in una casa riscaldata a intermittenza, finirà per aprire i giunti, e lì la risposta è il parquet a 3 strati. All'esterno, abete e pino su una facciata esposta senza sporto di gronda non durano: o si passa al larice, o si progetta per mettere il legno al riparo, con l'intercapedine ventilata e il distacco da terra. La UNI EN 335 serve a dire in che situazione di servizio si trova la facciata, non a risolverla. Il legno antico si giustifica quando è l'irregolarità che si cerca.

Parliamo del tuo progetto

Consulenza personalizzata, selezione di materiali d'eccezione e accompagnamento su misura, direttamente dal nostro showroom in Valle d'Aosta.

Chiama Consulenza